Press area

Sila: le patate IGP da 1000 metri

Sono una vera prelibatezza gastronomica calabrese iscritta nell'albo dei "prodotti di montagna". Il segreto? Una buccia più protettiva e resistente
Coltivate a più di 1.000 metri di altitudine, le Patate della Sila sono una vera prelibatezza gastronomica calabrese iscritta nell'albo dei prodotti di montagna. Crescono in un territorio ricco di fascino per il quale, nel corso dei secoli, sono diventate un'importante risorsa economica. 

L'INGREDIENTE Non tutte le patate sono uguali e lo ha dimostrato anche l'Unione Europea, riconoscendo a quelle della Sila il prestigioso marchio IGP. Il prezioso tubero calabrese è anche classificato “prodotto di montagna”. E' evidente, dunque, che non ci si trovi di fronte ad una patata qualunque ma ad una vera prelibatezza che, grazie alle condizioni ambientali e territoriali in cui viene coltivata, ha sviluppato caratteristiche uniche. Prima fra tutte, la maggiore percentuale di amido in essa contenuto, rispetto alla media. Questa peculiarità conferisce alla pasta un sapore più definito ed una maggiore consistenza che necessita di tempi di cottura più lunghi. Risalgono al XIX secolo le prime testimonianze ufficiali della coltivazione delle patate sull'Altopiano della Sila. Il tubero compare, infatti, nelle statistiche compilate nel Regno di Napoli nel 1811. La sua produzione rappresenta da sempre un'importante risorsa economica per la zona e per questo le famiglie contadine ne hanno tramandato le tecniche di generazione in generazione per decenni. Oggi, sono ben 1.200 le famiglie coinvolte nella sua coltivazione, a dimostrazione del ruolo di estrema rilevanza che ricopre in ambito sociale, culturale ed economico. La Patata della Sila tutelata dal marchio IGP appartiene alla specie Solanum Tuberosum, della famiglia delle Solanacee ed è prodotta in sei diverse varietà. Si presenta di forma tonda, tonda-ovale o lunga-ovale e di calibro compreso tra 28 e 42 millimetri per il tipo mezzanella o tondello, tra 43 e 75 millimetri per il tipo prima, e di oltre 76 millimetri per il tipo fiorone. La buccia è molto consistente, così come la pasta che non deve presentare cedimenti alla pressione, deve essere di colore giallo crema e deve presentare un sapore definito e gradevole. 

LA RICETTA La sua pasta si presta ai più svariati usi in cucina e mantiene un'ottima consistenza quando viene fritta. E', inoltre, utilizzata in numerose ricette della tradizione locale come la Pasta e patate ara tijeddra(pasta e patate al forno) che si prepara cucendo a crudo tutti gli ingredienti insieme: penne a candela, patate, sugo, parmigiano grattugiato, aglio, origano e sale. 

IL SEGRETO La necessità di adattarsi all'ambiente di alta montagna, caratterizzato da condizioni climatiche avverse e da considerevoli sbalzi termici, ha fatto sviluppare alla Patata della Sila una buccia più protettiva e resistente che la rende meno vulnerabile agli attacchi batterici, garantendo un'elevata qualità della pasta che racchiude. 

IL TERRITORIO Adagiato in un'area della Calabria a cavallo tra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, l'Altopiano della Sila è un autentico paradiso di montagna nel cuore dell'area Mediterranea. Convenzionalmente suddiviso in tre zone geografiche, la Sila Greca, la Sila Piccola e la Sila Grande, all'interno di quest'ultima custodisce imponenti risorse idriche rappresentante dai numerosi torrenti, ruscelli e corsi d'acqua che confluiscono nei tre laghi artificiali dell'Arvo, del Cecita e dell'Ampollino, perfettamente integrati con il paesaggio circostante. Inutile dire che sia la natura la protagonista incontrastata degli scenari della Sila, dominati dall'immensa foresta di faggi e conifere che la ricopre, e dalle alte vette che la circondano di cui la più alta, il Monte botte, sfiora quasi i 2.000 metri. Non è un caso che la zona vanti numerose riserve naturali tra cui il Parco Nazionale della Sila e l'area protetta del Fallistoro chiamata anche Giganti della Sila. Ma oltre alla natura dirompente, questo territorio vanta altre piacevoli attrazioni concentrate nelle località che lo punteggiano. Le più turistiche sono sicuramente Lorica, Villaggio Palumbo, Villaggio Mancuso e Camigliatello Silano, tutte dotate di impianti sciistici che le rendono mete ideali anche per i viaggiatori invernali. E per un piacevole tuffo nella cultura e nelle usanze locali, non si può rinunciare ad una visita nei numerosi laboratori e botteghe artigianali nei quali scovare pregevoli manufatti tipici della tradizione silana, tra cui cesti e contenitori intrecciati di vimini di castagno, oggetti di arte orafa, prodotti in legno e pregiati tappeti e capi tessili, come gli ozaturi e le trapunte. 


LA STAMPA MONTAGNA - ELEONORA AUTILIO (NEXTA)
17 luglio 2013